Milano: divina Elīna Garanča
Grande ritorno alla Scala per Elīna Garanča in un recital di canto accompagnata al pianoforte da Malcolm Maritneau.
Un vasto programma, circa due ore e mezzo di concerto, con alcune fra le più note pagine di musica da camera e alcune incursioni nel grande repertorio operistico.
La dea lèttone entra in scena con un abito nero e dorato d’organza e suscita subito un sussulto di meraviglia.
Libera dall’orchestra e dalle talvolta ingombranti dinamiche operistiche, la voce è la grande protagonista della serata. Una voce calda ed elegante, come sempre, che svetta con disinvoltura da un registro all’altro, tra scale e arpeggi, trilli e legati, acuti vigorosi e filati.
Uniformità di registro, emissione morbida, registro grave mai sguaiato e volumi considerevoli, Elīna Garanča ha confermato le proprie doti di cantante di riferimento. Ogni nota denota un’intenzione interpretativa e coerenza con lo stile dei vari autori.
Dopo aver “scaldato la voce” con Brahms, il concerto si accende con il repertorio francese tra il quale Garanča sceglie le più belle pagine di Berlioz, Gounod e Duparc. Bei legati, colori vivaci e un’approfondita indagine del testo nelle pagine più drammatiche di Duparc con versi di Théophile Gautier.
Dopo la pausa, cambio di outfit con un abito color arancio dalla texture leggerissima. Garanča gioca “in casa” con i lieder del lettone Jānis Mediņš e di Sergj Rachmaninoff. La grandezza dell’artista si vede nel passaggio alla zarzuela di Ruperto Chapì El Barquillero, dalla quale sono eseguite arie concitate e ritmatissime, opposte al mood intimista della prima parte della serata.
La capacità di attraversare mondi musicali lontanissimi e un’estrema versatilità esecutiva mettono in luce una tecnica impeccabile a servizio di un’interpretazione matura.
Il pubblico della Scala restituisce come sempre 100 volte di più di quello che l’artista dà ed è quindi un tripudio di applausi. Tra i tanti bis ancora Rachmaninov, Habanera e Io son l’umile ancella dell’Adriana Lecouvreur.
Ottimo l’accompagnamento di Malcolm Martineau, tra i più rinomati pianisti accompagnatori del Regno Unito. Il pianoforte sta sempre mezzo passo indietro rispetto alla voce nei volumi e nell’intenzione. Perfetta sincronia nei gesti, nei tempi, nei respiri.
Serata da ricordare.
Pietro Gandetto
(11 marzo 2023)
La locandina
Mezzosoprano | Elīna Garanča |
Pianoforte | Malcolm Martineau |
Programma: | |
Johannes Brahms | |
Liebestreu op. 3 n. 1 | |
Geheimnis op. 71 n. 3 | |
O wüsst ich doch den Weg zurück op. 63 n. 8 | |
Alte Liebe op. 72 n. 1 | |
Von ewiger Liebe op. 43 n. 1 | |
Hector Berlioz | |
D’amour l’ardente flamme | |
Emīls Dārziņš | |
Melanholiskais Valsis | |
Jāzeps Vītols | |
Sapņu tālumā / Come un sogno lontano | |
Aizver actiņas un smaidi / Chiudi gli occhi e sorridi | |
Man prātā stāv vēl klusā nakts / Ricordo ancora la quieta notte | |
Charles Gounod | |
Plus grand dans son obscurité | |
Jānis Mediņš | |
Ak, jūs atmiņas / O ricordi | |
Nocturno / Notturno | |
Tā ietu / Così me ne andrei | |
Henri Duparc | |
Au pays où se fait la guerre | |
Extase | |
Phidylé | |
Sergej Vasil’evič Rachmaninov | |
Kak mne bol’no / Quanto soffro op. 21 n. 12 | |
O ne grusti / O, non piangere op. 14 n. 8 | |
Vesenniye vody / Acque di fonte op. 14 n. 11 | |
Isaac Albeniz | |
Tango | |
Ruperto Chapí | |
Cuando está tan hondo | |
Carceleras |
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