Torino: al Lingotto l’integrale dei Brandeburghesi con Ton Koopman

Uno dei più alti esperimenti di musica strumentale di tutti i tempi con un pioniere della prassi musicale storicamente informata. È interamente dedicato all’integrale dei Concerti Brandeburghesi di Johann Sebastian Bach il concerto che martedì 11 marzo, alle 20.30 all’Auditorium Giovanni Agnelli, vede Ton Koopman nella doppia veste di direttore e clavicembalista alla guida della sua Amsterdam Baroque Orchestra. Un gradito ritorno, a distanza di quasi trent’anni, per il maestro olandese il cui nome è indissolubilmente legato alla formazione da lui fondata nel 1979 per approfondire il repertorio barocco con i più preziosi strumenti d’epoca esistenti in Europa. Figura chiave nel revival dell’early music, Koopman spegne ottanta candeline rileggendo i Sei Concerti per diversi strumenti passati alla storia con il titolo di Brandeburghesi: uno scrigno di tesori preziosi che hanno percorso i secoli attraverso le sale da concerto di tutto il mondo, fino a valicare il sistema solare con una registrazione lanciata nello spazio sulle sonde Voyager nel 1977.

Con una carriera che si estende da oltre 60 anni, Ton Koopman è autorità indiscussa nell’interpretazione della musica antica su strumenti d’epoca.

All’età di 25 anni, ha fondato la sua prima orchestra barocca, la Musica Antiqua Amsterdam, ed è stato il primo a eseguire la Johannes Passion di Bach su strumenti originali nel 1973, con questa formazione e il Collegium Vocale Gent di Philippe Herreweghe. Nel 1979 ha fondato l’Amsterdam Baroque Orchestra, cui ha fatto seguito l’Amsterdam Baroque Choir nel 1992. Con la sua ABO&C ha guadagnato fama mondiale grazie a progetti discografici pluripremiati come l’integrale delle Cantate sacre e profane bachiane (1994-2004) e l’opera omniadi Dietrich Buxtehude, compositore e organista di grande ispirazione per il giovane Bach.

Attivo anche come direttore ospite, Koopman collabora con prestigiose orchestre quali i Berliner Philharmoniker, la New York Philharmonic e la Royal Concertgebouw Orchestra. In veste di clavicembalista e organista, suona regolarmente con la moglie Tini Mathot.

Per il suo impegno come accademico e ricercatore ha ricevuto un dottorato ad honorem dall’Università di Utrecht nel 2000, cattedre onorarie a Lubecca e Linz nel 2016 ed è Professore emerito presso l’Università di Leida.

Fra gli altri riconoscimenti di cui è stato insignito si annoverano la Medaglia Bach di Lipsia nel 2006, il Premio Buxtehude di Lubecca nel 2012 e il Premio Bach della Royal Academy of Music nel 2014. Koopman è Presidente della Internationale Dieterich-Buxtehude-Gesellschaft e Direttore artistico del festival Itinéraire Baroque nel Périgord francese. Presidente del Bach Archive di Lipsia dal 2019, è Membro onorario dell’Allgemeine Musikgesellschaft di Zurigo dal 2024.

La sua impressionante biblioteca musicale, che comprende 10000 libri e stampe musicali, 5000 edizioni antiche e 400 manoscritti, documenta la sua ricerca artistica e scientifica di tutta una vita da globetrotter. Dal 2020 la collezione è patrimonio dell’Orpheus Instituut di Gent accessibile alle nuove generazioni di musicisti, musicologi e ricercatori.

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