Trieste: “Six” arriva al Rossetti dal 24 al 28 aprile
“Six” è un musical che ha saputo entrare nella storia. Lo ha fatto nella storia del musical dove ha ottenuto due Tony Awards con 6 nominations e 6 nominations agli Olivier Awards, e lo ha fatto in quella inglese, raccontando le 6 regine, le mogli di Enrico VIII. Sono proprio loro a nascondersi dietro a una cifra che potrebbe sembrare misteriosa ma che dal 2017 sta conquistando il mondo e sta per arrivare in esclusiva nazionale al Politeama Rossetti di Trieste, dal 24 al 28 aprile.
Era il 2019 quando questo spettacolo ha fatto capolino tra i titoli attivi a Londra. Era l’Arts theatre ad ospitarlo e non c’era modo di entrare. Sempre esaurito. Nel 2024 le probabilità di trovare un posto all’ultimo momento al Vaudeville Theatre, la sua casa definitiva, sono ancora uguali.
Toby Marlowe e Lucy Moss, due giovani inglesi che frequentavano l’università di Cambridge nel 2017, non si sarebbero mai immaginati che quello spettacolo di fine anno, scritto per i loro amici, sarebbe diventato un titolo da 32 milioni di visualizzazioni su TikTok e 600 milioni di streaming delle loro canzoni, oltre che forte di allestimenti in West End, a Broadway, in tour europeo e americano nonché in Corea, eppure sono diventati in pochi anni due icone del teatro musicale.
E allora cos’è “Six”? Un incontro impossibile tra Caterina D’Aragona, Anna Bolena, Jane Seymour, Anna di Cleves, Katherine Howard e Catherine Parr, che hanno l’occasione di raccontare la loro versione dei fatti in modalità girl band. Sei regine per un unico re, che ha scelto di divorziare da due di loro, decapitarne altrettante, ha pianto per la morte della terza ed è morto lasciando vedova l’ultima. Chi erano queste donne? Lo cantano loro stesse, in un susseguirsi di melodie acchiappa applausi, mescolando tra loro linguaggi contemporanei e dei loro tempi.
Con dei costumi che le trasformano in sei creature fuori dal tempo, a tratti quasi extra terrestri, che hanno ricevuto un Tony Award per la loro genialità, regalano al pubblico una serata imprevedibile, durante la quale si va verso un crescendo che porta sul finale il pubblico in piedi a cantare con loro.
Succede a Londra, dove la sala è gremita da un pubblico di ogni età, che si gode ogni istante di una serata a teatro che sembra quasi un concerto pop.
Immediato il rimando alle Spice Girls, anche se, a dire la verità, i due autori sono troppo giovani, e hanno ispirato le loro regine a cantanti che dominano il mondo della musica oggi. È facile quindi intuire che lo spettacolo sia dotato di una forte inclusività e non faccia distinzioni di alcun tipo. Le regine rappresentano il mondo intero e le sue etnie, seguendo una linea di pensiero alla Bridgerton piuttosto che cercando di ricreare un “vero storico”.
Poco importa, però, perché il loro destino, con un marito come Enrico VIII, batte tutto il resto. La gente vuole sapere cosa sia successo, perché nessuna di loro ha vissuto la favola ( o forse solo una), e ascoltano le loro ragioni, prima di cedere alla loro energia e trasformare lo spettacolo in una festa.
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